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| Saluti romani e città blindata |
Bussinello esalta «l’Impero» e il nazionalismo. Al grido di «Sieg heil»
di Luigi Grimaldi
È stato il comizio più fascista che abbia mai pronunciato. Il candidato veronese al Senato di Alternativa sociale, Roberto Bussinello, ieri in piazza Dante, blindata dalla polizia come d’altronde tutto il centro storico, ha rispolverato il mito nazionalista e dell’"impero" e ha teorizzato l’alzabandiera e l’inno ogni mattina nelle scuole elementari. Si è scagliato contro la candidata di Rifondazione Vladimir Luxuria e le sue tendenze sessuali e ha detto che non è il caso di chiedere scusa alla Libia. Ha così in parte sopperito all’assenza di Alessandra Mussolini, invitata a partecipare dai dirigenti di Forza Nuova, ma che non si è presentata per altri impegni di questa campagna elettorale. Alleati della Casa delle liberta di Berlusconi, che invece ha annunciato che vuole far costruire l’autostrada in Libia come riparazione dei danni causati dal Ventennio, i movimenti dell’estrema destra hanno espresso il programma anche attraverso le parole dei forzisti Roberto Fiore e Paolo Caratossidis e di Elena Basile, candidata di As. Lei si è schierata dalla parte della difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, accusando i sindacati di non aver difeso la norma che vieta il licenziamento senza giusta causa. «Dove erano quando veniva toccato l’articolo 18? Ora accade che persone di cinquant’anni si ritrovano senza lavoro». L’articolo 18, però, non è mai stato modificato dal governo proprio per l’opposizione sindacale. Svarione legislativo a parte, la Basile ha parlato dell’impegno di Alternativa sociale per Verona, soprattutto per la difesa ambientale nella zona di Borgo Roma. E ha detto che il suo movimento ha intenzione di tutelare soprattutto la famiglia, con interventi mirati per sostenerla economicamente. Caratossidis ha invece attaccato il sindaco Zanotto. «Avevamo chiesto piazza Bra per questa manifestazione e invece ci è stata negata per inesistenti motivi di ordine pubblico». Poi, ha criticato le forze dell’ordine che hanno scortato qualche decina di militanti fino in piazza Dante, sostenendo che era volato qualche spintone ingiustificato nei confronti dei giovani. «Che vadano a controllare i centri sociali che sfasciano le città», ha concluso. «Espulsione di tutti i clandestini indistintamente e marcia indietro nella politica dell’immigrazione», ha annunciato Fiore. Per lui, la legge Bossi-Fini non è sufficiente perché «l’unico contributo che possiamo dare agli stranieri è nelle loro terre». «No a questa invasione degli extracomunitari», gli ha fatto eco Bussinello, «perché noi vogliamo il rispetto delle nostre leggi». «Noi crediamo nella crescita coesa dell’uomo e della donna», ha poi aggiunto, «perché nella loro diversità si trova la grandezza dell’umanità. Noi vogliamo portare in questo centrodestra una destra che non si inginocchia». E poi, parlando di Verona, ha detto che «questa è la città che ha processato i traditori». Il comizio si è concluso com’è iniziato. Saluti fascisti di una cinquantina di partecipanti durante l’inno di Mameli e, dopo l’ultima nota, il grido in coro «Sieg heil» che vuol dire «Onore alla vittoria». Nacque tra i membri della Società di Thule, movimento tedesco di estrema destra e antisemita, fondato nel 1918. Poi, quel motto fu sistematicamente usato dai nazisti.


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